Violenza sulle donne e cultura del patriarcato nel segno di Giulia Cecchettin - Notizioso
Giornata contro la violenza sulle donne

Oggi sabato 25 novembre si celebra la Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle donne. La data, per puro caso, capita a distanza di pochi giorni dal femminicidio di Giulia Cecchettin compiuto da Filippo Turetta, un caso, purtroppo non isolato, che ha toccato tutti gli italiani. Un caso che ha seriamente rischiato di diventare anche oggetto di disputa politica, anzi, forse lo è diventato a causa di personaggi che farebbro bene a tacere visto che difficilmente riescono a dire qualcosa d’intelligente. No alla violenza sulle donne, a pensarci ben è persino grottesco che serva una manifestazione per ribadire qualcosa che dovrebbe essere scontato ma che, evidentemente scontato non è.

Lo dicono i numeri sui femminicidi riportati nel report del Ministero dell’Interno. I dati aggiornati al 19 novembre 2023 riportano 295 omicidi. Le vittime femminli sono 106, 87 di queste uccise in ambito familiare o affettivo. 55 di queste sono state assassinate da un partner o da un ex.

Rispetto all’anno scorso gli omicidi sono aumentati dl 4%, si è passati dai 283 del 2022 (periodo 1 gennaio – 19 anovmbre) a 295. In calo del 3% il numero dei femminicidi che da 109 è sceso a 106. Naturalmente si tratta di una percentuale esigua che ha un mer valore statistico.

Violenza sulle donne: il femminicidio è solo l’estrema conseguenza

La violenza sulle donne non è solo femminicidio, anzi, l’uccisione di una donna è solo la punta dell’iceberg. Tutte le violenze sulle donne, infatti, non culminano con la morte ma non per questo sono meno gravi. I numeri dicono molto ma non dico tutto.

Quante donne denunciano davvero di subire maltrattamnti, di essere picchiate, umiliate? La maggior parte resta in silenzio. Tace per paura di finire come Giulia Cecchettin, tace per paura di perdere i figli o magari il lavoro, taccion per vergogna.

Non bisogna dimenticare, poi, che molte donne non denunciano perchè pesano sia tutto inutile, anche perchè molto spesso una denuncia non evita che il tuo ex ti uccida. Lo abbiamo visto tante volte. Non fraintendete, nonostante tutto la denuncia è un passo fondamentale e irrinunciabile, per quanto possa sembrare piccolo. In virtù di ciò è facile cmprendere che la situazione sia più grave di quanto dicano le statistiche.

La cultura del patirarcato

In questi giorni si parla tanto di cultura del patriarcato, di società pariarcale. La sensazione, purtroppo, è che se ne parli un po’ a vanvera e dispiace dirlo. Se ne parla a vanvera perchè si è voluto generalizzare, oltre che semplificare un tema che invece complesso.

Purtroppo semplificare, banalizzare è la tendenza di molti. Allora si finisce con l’urlare banalità da un microfono. Che cos’è una società patriarcale? Che cos’è la cultura patriarcale, o meglio, la subcultura?

L’Italia non è l’Iran, l’Italia non è l’Afghanistan dei Talebani. È vero, la condizione della donna nel campo professinale è svantaggiata rispetto agli uomini ma da qui a dire che in Italia vige la “legge del padre”, ce ne passa.

Che cos’è il patriarcato?

Ma allora, che cos’è il patriarcato? È un sistema sociale dove il potere, il comando, è appannaggio degli uomini. L’uomo detiene il potere politico, l’autorità morale così come tutti i privilegi sociali. In un sistema patriarcale l’uomo ha la totale autorità sulla moglie e sui figli. Il lignaggio è patrilineare, quindi ereditano solo i figli maschi.

Ora, è evidente che ci sono famiglie in Italia dove c’è il padre padrone così come è altrettanto evidente che questi sono casi limite, una minoranza che non può divenire il pretesto per parlare di società patriarcale o di culltura patrircale che nel nostro paese non solo non è dominante ma è così confinata che si fa persino fatica a parlare di subcultura che pur è strisciante in alcuni contesti.

Il problema c’è ma generalizzarlo è sbagliato. Non ci si può far trascinare dalle percezioni amplificate dai mass media. In questa fantomatica società patriarcale abbiamo il presidente del Consiglio, donna e se per molti Giorgia Meloni non può essere preso ad esempio, dall’altra parte alla guida di uno dei principali partiti politici italiani c’è Elly Schlein, alla faccia dell’uomo che dovrebbe detenere il potere politico come in ogni società patriarcale che si rispetti.

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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