Sonia Battaglia

Sonia Battaglia non ce l’ha fatta. La donna napoletana era finta in coma dopo la prima dose di vaccino AstraZeneca, ricevuta l’1 marzo. Sonia Battaglia, che lavorava all’ITIS Enrico Medi di San Giorgio a Cremano, era giunta in ospedale del Mare di Napoli in condizioni drammatiche. Sonia Battaglia aveva trascorso le 24 ore successive l’inoculazione del vaccino AstraZeneca senza particolari problemi, si era anche recata al lavoro. Tuttavia con il trascorrere delle ore aveva avvertito un malessere sempre più intenso, fino al ricovero in terapia intensiva.

I medici hanno investigato se la paziente soffrisse di patologie pregresse che potessero giustificare il suo preoccupante stato di salute, ma dagli esami eseguiti non è emerso nulla del genere. Fin dal primo istante i familiari della donna hanno ritenuto che la gravità delle sue condizioni fosse dovuta al vaccino. Tale eventualità, a questo punto, potrà emergere soltanto dall’autopsia che sicuramente verrà predisposta nelle prossime ore. Così come pare doveroso che la Procura faccia luce su questa ennesima morte sospetta che ha portato alla sospensione del vaccino in gran parte dei paesi europei.

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