truffa reddito di cittadinanza

Una truffa sul Reddito di Cittadinanza molto redditizia per il titolare di una macelleria del borgo Sant’Antonio Abate di Napoli. Come noto, la misura simbolo del Movimento 5 Stelle per contrastare la povertà è possibile comprare beni di prima necessità ma non prelevare contante, fatta eccezione per un centinaio d’eruo al mese.

Tale sistema, ovviamente, riduce il campo delle possibili spese agli alimenti, al pagamento delle bollette e poco altro. Aggiungiamo, poi, che ci sono percettori del Reddito di Cittadinanza che neanche ne avrebbero diritto. Questo, però, è un altro discorso.

La truffa sul reddito di cittadinanza messa in atto presso la macelleria di Sant’Antonio Abate funzionava nel seguente modo: i clienti fingevano di comprare della carne.

In realtà, invece di bistecche e salsicce, i “clienti” ottenevamo denaro contate. Il macellaio, per il servizio offerto, teneva per sè tra il 10% e il 20% della somma erogata.

A scoprire la truffa sono stati i militari del nucleo di polizia economico finanziario agli ordini del maggiore Gianfranco Mozzillo. Alla macelleria del borgo di Sant’Antonio Abate si è arrivati attraverso l’analisi delle spese riconducibili al Reddito di Cittadinanza.

I finanzieri hanno notato un’anomalia: i percettori del Reddito di Cittadinanza clienti della macelleria erano davero tanti, troppi. Accertati i fatti, padre e due figli sono stati denunciati per truffa aggravata.

Il Gip ha disposto il sequestro della macelleria (resta aperta sotto il controllo di un amministratore giudiaziario) e di 92mila euro tra contanti, assegni e cambiali.

Al momento gli inquirenti non escludono che il macellaio possa anche essere un usuraio.

Fonte Corriere del Mezzogiorno

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.