Poliziotta contannata per abuso sessuale su un minore

Una poliziotta è stata condannata in primo grado di giudizio a tre anni e quattro mesi di carcere per aver abusato sessualmente di un quindicenne. I fatti sono accaduti a Vera, Santa Fe, Argentina, nel giugno del 2023. Carla Soledad Kaufmann (36 anni), questo è il nome della poliziotta condannata, aveva pianificato la sua vendetta. Il minore, infatti, è il figlio di un uomo con il quale la poliziotta aveva avuto una relazione, poi venuta alla luce. La relazione extraconiugale, oramai interrotta, era anche al qundicenne che conosceva il nome della donna ma non il suo volto.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il minore è stato contattato dalla poliziotta via Whatsapp (aveva ottenuto il numero da un amico della vittima). Successivamente i due si sono dati appuntamento in una discoteca. Dopo aver trascorso un po’ di tempo nel locale, Carla Soledad Kaufmann ha invitato il ragazzo ad uscire per andare altrove. Il pm Valentín Hereñú – ha detto in sede di processo – che:

Dopo aver camminato per alcuni metri lungo il percorso indicato dall’imputata, sono arrivati in un posto dove c’era poca luce, qui si è consumato un atto sessuale (un rapporto orale) senza il consenso del minore. La poliziotta si è raccomandata con la vittima di non raccontare a nessuno quanto accaduto perchè l’avrebbero potuta arrestare in quanto aveva il doppio dei suoi anni.

Poliziotta abusa sessualmente di un minore: il processo

Durante il processo, il pm ha robadito che il quindicenne era a conoscenza dei problemi personali tra suo padre e la poliziotta, tuttavia, il minore non conosceva personalmente la donna e dunque, non avrebbe potuto riconoscerla. Solo dopo aver terminato il rapporto sessuale non consensuale Carla Soledad Kaufmann ha detto al ragazzo chi era. Ha riferito di sapere delle cosa su di lui e anche di essere a conoscenza che i genitori erano fuori per una vacanza.

All’apprendere l’identità della donna, ha sottolineato il pm, la vittima ha provato un profondo senso di rifiuto e colpa in quanto si è sentita utilizzata come un oggetto nel bel mezzo di un conflitto tra adulti. Nel corso della camera Gessel, il pm ha riferito che:

Tutte le volte che il minore ha dovuto raccontare i fatti, è emersa con chierazza la vergogna, l’impotenza e il senso di colpa per quanto accaduto. È stato acclarato che la vittima non ha mai dato il consenso affinchè la donna compisse atti sessuali su di lui, pertanto, si è approfittata dell’immaturità sessuale dell’adolescente.

Al cospetto delle prove presentate e del racconto della vittima, il giudice Martín Gauna Chaperoha emesso la sentenza di condanna nei confronti di Soledad Kaufmann, riconosciuta colpevole di stupro per aver abusato sessualmente di un minore.

Fonte TN

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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