no sic: i negazionisti della siccità

Toglietegli i social, fatelo per il loro bene oltre che per il nostro. C’è una nuova sigla nella galassia dei negazionisti: i No Sic, ovvero coloro che negano l’emergenza idrica che sta attraversando il nostro paese (e non solo). Insomma, la siccità nel nord Italia (e nel resto del Paese) non è una questione metereologica, oltre che un dato di fatto, ma una montatura, l’ennesima, ordita dai poteri forti. È tutta una macchinazione di Soros, del Bildeberg, di Mario Draghi e che più ne ha, ne metta. Piove, Governo ladro!

Il verbo dei No Sic si sta lentamente ma inesorabilmente diffondendo sui social. Ma in fondo, ci sono i No Sic? A ben pensarci, i No Sic non sono nulla di nuovo, si tratta degli stessi che prima erano No Vax, No Mask, No Green Pass etc.

Perchè ormai se non sei No qualcosa, non esisti, non hai aggregazione ma soprattutto non hai gregge. Eh sì, perchè alla fine è la solita storia del bue che dà del cornuto all’asino: le percore sono loro.

No Sic: la teoria sulla siccità e il complotto delle dighe

La nuova teoria del complotto, in quanto tale, deve ancora individuare bene la questione, inquadrare il problema… diciamo così. Ecco, quindi che ci sono quelli che la siccità non la vedono perchè fiumi come il Po scorrono placidamente.

L’invito a tutti è di postare le foto dei fiumi in tutto il loro vigore. Peccato che c’è poco di che stare allegri in quei tratti di fiume dove l’acqua non manca. La risalita del cuneo salino lungo il fiume Po’ ha già superato i 15 km.

In sostanza non è più il fiume che sfocia nel mare ma è quest’ultimo che risale il fiume. Chiunque, fatta eccezione per i negazionisti, notoriamente poco svegli, comprendono che ciò è un disatro.

L’acqua contaminata non può essere utilizzata per irrigare i campi, senza contare le ripercussioni sui pesci d’acqua dolce e tutto l’ecosistema. Le falde acquifere, inoltre, si contaminano.

C’è, poi, la teoria secondo la quale i fiumi sono in secca per l’intervento dei suddetti poteri forti che si sono inventati, udeite bene, le dighe? In sostanza la siccità viene “creata” bloccando l’acqua con le dighe.

Allarme siccità: Nord e Centro Italia in ginocchio

Mentre i teorici del complotto che si ricooscono nella sigla No Sic passano le giornate su Facebook e Twitter e qualcuno comincia a guadagnare con l’ennesima fake news, c’è chi pensa a una soluzione, con colpevole ritardo.

Urge un piano per la raccolta dell’acqua attraverso la realizzazione di bacini che, naturalmente non impattino sull’ambiente. In questo senso il Sud, per una volta tanto, appare più preparato ad affrontare il problema, tuttavia anche nel meridione bisogna intervenire.

Intanto la siccità in Piemonte ha messo a rischio, per non dire compromesso, le risaie. I risicoltori piemontesi sono disperati, come riporta il Corriere della Sera, con gli idrometri che segnano una riduzione del 75% di acqua.

Coldiretti stima perdite del 30% della raccolta del riso a causa della siccità. Il presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, ha chiesto lo stato di emergenza per la siccità. In Toscana le cose non vanno meglio, il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha dichiarato:

Se la siccità continua a questi livelli, se le temperature arrivano a 39 gradi come oggi, anche noi saremo costretti a dichiarare lo stato di calamità per parte del territorio della Toscana.

Insomma, altro che complotto di cui parlano i No Sic, qui la situazione è drammatica e la desertificazione dell’Italia un pericolo concreto. Nei prossimi anni si andrà sempre peggio se non si farà immediatamente qualcosa.

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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