Neuralink, impiantato il primo chip nel cervello umano

La startup di tecnologia umana di Elon Musk, Neuralink, ha impiantato il chip nel cervello di un essere umano. A dare l’annuncio è stato il multimiliardario proprietario, tra gli altri, di Tesla e Twiter, oggi “X”. Proprio su X, Elon Musk ha detto che i risultati iniziali mostrano un promettente rilevamento di picchi neuronali. L’impianto del chip Neuralink nel cervello umano è avvenuto chirurgicamente, il soggetto sta bene e si sta riprendendo. L’anno scorso la FDA ha concesso il semaforo verde per l’avvio della sperimentazione del chip Neuralink sugli esseri umani.

In precedenza c’erano stati centinaia di test sugli animali, cosa che ha scatenato le ire degli animalisti. Intanto la sperimentazione sugli umani dovrà fare un ulteriore passo in avanti. A tal riguardo il mese scorso la startup ha fatto sapere che è alla ricerca di pazienti tetraplegici di età inferiore ai 40 anni sui quali impiantare il chip.

Come funziona Neuralink?

L’obiettivo di Neuralink è creare una tecnologia che consenta agli esseri umani di controllare i dispositivi elettronici e comunicare con altri esseri umani attraverso il pensiero.

Il funzionamento di Neuralink si basa sull’utilizzo di un chip impiantabile nel cervello. Il chip è composto da migliaia di elettrodi microscopici che si collegano ai neuroni del cervello. Questi elettrodi rilevano l’attività elettrica dei neuroni e la trasmettono a un computer esterno.

Un computer è in grado di decodificare i segnali neurali registrati dagli elettrodi, provenienti dal cervello e di convertirli in azioni, come muovere il cursore su uno schermo o digitare una tastiera virtuale. In sostanza il chip permette alle persne di eseguire funzioni informatiche in modalità wireless, ovvero, pensando a ciò che vorrebbero fare attraverso un meccanismo di think-and-click.

Ma come s’impianta neuralink nel cervello? La prima fase è affidataad un chirurgo il quale rimuove una parte del cranio. Successivamente un robot chiamato R1, alto 2 metri, procede ad impiantare nel cervello 64 fili rivestiti di elettrodi.

Quali sono i benefici di Neuralink?

Neuralink ha il potenziale per rivoluzionare il modo in cui interagiamo con il mondo. I potenziali benefici di questa tecnologia includono:

  • Miglioramento delle capacità cognitive: Neuralink potrebbe essere utilizzato per migliorare le capacità cognitive degli esseri umani, come la memoria, l’attenzione e l’apprendimento.
  • Controllo di dispositivi elettronici: Neuralink potrebbe consentire agli esseri umani di controllare i dispositivi elettronici, come computer, smartphone e veicoli, attraverso il pensiero.
  • Comunicazione con altri esseri umani: Neuralink potrebbe consentire agli esseri umani di comunicare con altri esseri umani attraverso il pensiero, anche se si trovano a distanza.
  • Cura di malattie: Neuralink potrebbe essere utilizzato per curare o trattare malattie che colpiscono il cervello, come il Parkinson, l’Alzheimer, la SLA e la paralisi.

Quali sono i rischi di Neuralink

Sui rischi legati all’impianto del chip Neuralink la questione è abbstanza controversa. È certo che in passato la FDA era preoccupata dalle batterie al litio del dispositivo così come dalla possibilità che i microscopici fili dell’impianto potessero migrare in determinate aree del cercello.

Dubbi c’erano anche circa la possibilità di rimuovere il chip senza danneggiare il tessuto cerebrale. Questi dubbi avavano causato il rifiuto all’autorizzazione per procedere con la sperimentazione umana.

Tuttavia, se oggi è stato possibile impiantare il primo chip Neuralink in un cervello umano, lascia intendendere che tutte le criticità evidenziate dalla FDA siano state risolte.

I rischi per la privacy

Oltre ad eventuali problemi per la salute delle persone, c’è anche un altro aspetto da considerare circa i rischi di Neuralink, ovvero, la violzione della privacy. Insomma, i dati raccolti dal chip potrebbero essere utilizzati per violare la privacy dell’individuo.

Fonte ANSA

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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