Marmolada, crollo del seracco, una formazione a torre tipica dei ghiacciai, nella giornata del 3 luglio intorno alle ore 13:00. E’ successo tra Punta Rocca e Punta Penia. Il ghiacciaio si è staccato dalla cima travolgendo la parte Nord della montagna, su cui stavano scalando due cordate di escursionisti.

Le vittime accertate sono sette, circa tredici i dispersi e otto i feriti. Attivate subito le ricerche e i soccorsi con gli elicotteri. Nel giorno precedente al crollo le temperature registrare sulla cima della montagna erano di dieci gradi, record mai raggiunto prima a quelle altezze. Draghi vola a Canazei.

Le vittime del crollo del seracco

Marmolada, crollo del seracco: tra le sette vittime accertare a causa della valanga di ghiaccio piombata sulla Marmolada ci sono sia italiani che stranieri. Quattro dei setti morti sono stati identificati: tre italiani tra cui due guide alpine della provincia di Vicenza e di quella di Treviso. Tra i feriti due tedeschi in gravi condizioni, ricoverati in terapia intensiva.

Alcuni dei presunti dispersi sono stati ritrovati e ora in salvo, il numero scende a tredici. Dalle fonti apprese dalle autorità sembra che le condizioni e il numero delle vittime peggiori di ora in ora.

Temo che le vittime aumentino almeno del doppio se non del triplo, visto il numero dei dispersi e il fatto che siano rimaste parcheggiate 16 auto.

Afferma il procuratore di Trento Sandro Raimondi. Dalle testimonianze dei soccorritori appare nulla la possibilità di trovare dei sopravvissuti. Inoltre, il brusco peggioramento delle condizioni meteorologiche, ha costretto i volontari a sospendere le ricerche per diversi momenti.

Le ricerche di soccorso si stanno svolgendo con le più avanzate tecnologie, di cui Artva sugli elicotteri per individuare i dispersi. Tutti i feriti rinvenuti dal crollo del seracco sono stati ricoverati nei diversi ospedali di Belluno, Trento, Treviso e Bolzano.

Draghi convoca il vertice tecnico a seguito della tragedia della Marmolada

Nel pomeriggio del 4 luglio il presidente del consiglio Mario Draghi è arrivato a Canazei per fare il punto della situazione con la protezione civile. Il premier era atteso già in mattinata, ma il mal tempo ha impedito il viaggio dell’elicottero.

Oggi l’Italia piange queste vittime e tutti gli italiani si stringono con affetto. Questo è un dramma che certamente ha delle imprevedibilità, ma certamente dipende dal deterioramento dell’ambiente e dalla situazione climatica. Il Governo deve riflettere su quanto accaduto e prendere provvedimenti perché quanto accaduto abbia una bassissima probabilità di succedere e anzi venga evitato.

dichiara Mario Draghi. Alla centrale operativa di Canazei è attualmente in corso un vertice tecnico sulla situazione della Marmolada a seguito del crollo del seracco, con il presidente del consiglio e il capo della protezione civile, Fabrizio Curcio. Palazzo Chigi riferisce che Mario Draghi sta incontrando anche i famigliari delle vittime. Previsto un comunicato stampa in seguito.

Il crollo del seracco raccontato dai soccorritori

Quando ci hanno chiamato, all’una e mezzo, ci hanno detto che è venuta giù la Marmolada, è venuta giù la cima della Marmolada, che non è altro che un grande pezzo di ghiaccio che si è staccato e ha investito tutti quelli che erano sul ghiacciaio.

dichiara il tecnico del Soccorso Alpino dell’Alta Val di Fassa Luigi Felicetti. Il volontario è intervenuto prontamente per soccorrere gli alpinisti travolti dal crollo del seracco di ghiaccio.

Quando siamo arrivati ci siamo trovati davanti ad uno scenario pazzesco, c’erano blocchi di ghiaccio e roccia enormi dappertutto, abbiamo cominciato a cercare e abbiamo trovato le prime vittime.

Dichiarano i primi soccorritori tra lo sgomento e lo sconforto. Affermano, inoltre, che gli alpinisti presenti sulla Marmolada non hanno colpe, poiché erano tutti attrezzatissimi e preparati. La sfortuna ha giocato la sua carta.

La situazione climatica che ha contribuito alla valanga di ghiaccio

Nell’ultimo secolo, dal 1905 al 2010, è stato perso circa l’85% del volume del ghiacciaio. Se si continua con questo ritmo, confermano i dati, si rischia di far scomparire l’intera massa entro i prossimi venti anni.

La causa del crollo del seracco, dichiarano gli esperti, è dovuta dal gran caldo di questi giorni. Domenica, infatti, è stato giorno più caldo del 2022, conferma il meteorologo Dieter Peterlin. Le temperature a Bolzano hanno raggiunto i 37 gradi durante il giorno, non scendendo sotto i 32 gradi nelle ore diurne.

Sul Crono del Renon a 2.260 metri sono stati raggiunti picchi di caldo di 18 gradi e 9 gradi di notte, record mai raggiunto prima.

Questa è la conferma del riscaldamento globale in corso sul pianeta. È un monito: da questa tragedia dovremmo almeno imparare la lezione e iniziare a ridurre i gas serra nell’atmosfera.

commenta Jacopo Gabrielli, ricercatore presso l’Istituto di Scienze Polari del Cnr.

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