Cosa è capitato ai becchini che si fotografarono con il cadavere di Maradona

A un anno dalla morte di Diego Maradona, un evento che commosse milioni di tifosi, c’è chi ancora ricorda un fatto increscioso che accadde il giorno dei funerali del Diez, il 27 novembre 2020. La gente aveva fatto la fila per ore, fin dalla notte precedente per dare l’ultimo saluto al Pibe de Oro. La camera ardente era stata allestita alla Casa Rosada. Lacrime, dolore, tristezza. C’è però chi alla morte è talmente abituato da trovare naturale scattarsi un selfie con il cadavere di Diego Maradona.

Diego Antonio Molina, Claudio Fernández e Sebastián Fernández quel giono divennero famosi per l’irrispettoso gesto. La foto divenne virale, circolò su Whatsapp, sui social, scatenando la rabbia di tanti. All’indirizzo dei tre arrivarono anche minacce di morte.

La casa funeraria con la quale Diego Antonio Molina, Claudio Fernández e Sebastián Fernández collaboravano, interruppe ogni rapporto. La Pinier, l’impresa di pompe funebri, prese immediatamente le distanze da quelle persone che, intanto, finirono in paso alla rete. I nomi furono resi pubblici. Furono pubblicati i loro indirizzi e numero di telefono.

Dopo la foto con il cadavere di Maradona, i becchini si sono nascosti

Diego Antonio Molina, Claudio Fernández e il figlio Sebastián Fernández sono dovuti sparire dalla circolazione. Erano stati ricoperti d’insulti, mentre alcuni esponenti della barra brava del Boca, e non solo, avevano fatto pervenire minacce di morte all’indirizzo dei tre.

Meglio sparire dalla circolazione. Cambiare aria era l’unica scelta saggia da fare. I tre hanno chiuso i profili social e cambiato numero di telefono. Hanno trovato riparo da chi voleva vederli morti, ma non dalla giustizia. L’accusa nei confronti dei tre becchini è di profanazione di cadavere.

Diego Molina si costituì subito

Uno dei tre becchini che profanarono il cadavere di Maradona, si presentò a un posto di polizia il giorno 28 novembre 2020, 24 ore dopo il fatto. L’uomo, accompagnato dal suo avvocato, si mise a disposizione della giusitzia. Diego Molina evitò l’arresto ma non la denuncia e tutt’ora è imputato.

In questi 12 mesi il suo avvocato ha lavorato nel tentativo di trovare un accordo per evitare di andare a processo. È importante dire che a suo carico ha altre due denunce antecedenti alla morte di Diego Maradona.

La prima risale al novembre del 2016, l’uomo è accusato di violenza di genere, la sedonda, più recente, è del 2020; si tartta di una denuncia per lesioni.

Le scuse di Claudio Fernandez dopo aver fatto la foto con il cadavere di Diego Maradona

Quanto a Claudio Fernandez, dopo la polemica scoppiata per la foto, mandò un messaggio audio a un’emittente radiofonica Argentina, Radio 10, per scusarsi. L’uomo all’epoca affermò:

Stavamo sistemando il corpo di Maradona, mio figlio sollevò il pollice e si scattò una foto. In passato mi sono occupato del funerale del papà di Maradona, del cognato e non ho mai fatto una cosa del genere. Non era mia intenzione… so che molta gente si è offesa. So che ha dato fastidio a molti ma prima una cosa del genere non era mai accaduta.

Si decide sul rinvio a giudizio

Prossimamente si deciderà sul rinvio a giudizio di Diego Antonio Molina, Claudio Fernández e Sebastián Fernández. Il reato contestato ai tre è quello di profanazone di cadavere. Secondo l’art. 118 Codice penale argentino:

Chiunque, mancando del dovuto rispetto, dell’onore e della memoria dei defunti, rimuove, dissacra o oltraggia il cadavere di una persona, i suoi resti o le sue ceneri, è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

All’epoca la querela fu presentata da Matias Morla, avvocato e persona molto vicino a Maradona. L’avvocato è ml visto dalle prime due figlie del Pibe de Oro; in corso c’è una battaglia legale per l’utilizzo del marchio Maradona). L’altra querelante è Rita Maradona, sorella dell’ex capitano del Napoli.

Fonte Todo Noticias

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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