Tutto quello che devi sapere sulla malatti del cervo zombie

La malattia del cervo zombie tiene in apprensione gli scienziati per il timore che possa infettare anche l’uomo. La CWD, ovvero, Chronic wasting disease (malattia del dimagrimento cronico) è una malattia prionica che costiuisce un serio pericolo per cervi, alci e renne. La malattia dei cervi zombie è stata riscontrata in aree del Nord America come il Canada, Stati Uniti ma anche in Norvegia, Finlandia, Svezia e Corea del Sud. Quali sono i sintomi della malattia del cervo zombie?

Quelli principali e più evidenti sono il deprimento, in latre parle, una drastica e repentina perdita di peso, barcollamento, spossatezza e altri sintomi di carattere neurologico. Può trascorrere oltre un anno prima che il cervo infetto manifesti i sintomi.

Non è detto che l’animale infetto manifesti i sontomiprima della morte. Per la malattia del cervo zombie non c’è cura nè vaccini ed è sempre mortale.

La malattia del cervo zombie può colpire gli esserei umani?

Ad oggi non risultano casi d’infezione da malattia dei cervi zombie nell’uomo. Una serie di studi sugli animali, tuttavia, rende palusibile il timore che la Chronic wasting disease cosituisca un rischio per i primati non umani come scimmie che potrebbero mangiare carne di animali infetti oppure entrare in contatto con i fluidi corporei di alci e cervi. In base a cio non è possibile escludere rischi per le persone.

Come si trasmette la malattia dei cervi zombie?

Gli scienziati concordano che i prioni, ovvero, le proteine della CWD, si diffondano tra gli animali mediante i fluidi corporei non solo per contatto diretto ma anche attraverso la contaminazione di cibo, acqua e suolo.

Una volta introdotta in un’area o in un allevamento, la proteina CWD è contagiosa all’interno delle popolazioni di cervi e alci e può diffondersi rapidamente. Gli esperti ritengono che i prioni della CWD possano rimanere a lungo nell’ambiente, per cui altri animali possono contrarre la CWD dall’ambiente anche dopo la morte del cervo o dell’alce infetto.

In laboratoio è stato dimostrato come il prione della malattia dei cervi zombie possa infettare scimmie, scoiattoio e anche topi con geni umani.

Nel 2009 alcuni scienziati canadesi e tedeschi hanno inizato uno studio volto a verificare se la malattia possa essere contrata da macachi, una specie di scimmia che dal punto fi vista genetico è più vicina all’uomo rispetto ad altre specie animali.

I dati raccolti fino a questo momento, ci dicono che non esistono prove certe della trasmissione della malattia dei cervi zombie nelle persone e non si sa se queste possano essere infettate dai prioni della CWD.

Detto questo, gli studi sperimentali sollevano la preoccupazione che il rischio per le persone non può essere escluso e pertanto si sottolinea l’importanza di prevenire l’esposizione dell’uomo alla malattia dei cervi zombie.

La diffusione della CWD

Stando i dati di novembre 2023, cervi e/o alci affetti dalla malattia del dimagrimento cronico erano presenti in 31 stati degli USA e in tre province del Canada. Segnalazioni della malattia sono arrivate anche da Svezia, Norvegia, Finlandia e Corea del Sud.

La malattia ha colpito anche cervi ed alci da allevamento. Come riporta il Centers for Disease Control and Prevention:

La CWD è stata identificata per la prima volta in cervi in cattività in una struttura di ricerca del Colorado alla fine degli anni ’60 e in cervi selvatici nel 1981. Negli anni ’90 è stata segnalata in aree circostanti nel Colorado settentrionale e nel Wyoming meridionale. Dal 2000, l’area nota come colpita dalla CWD negli animali liberi è aumentata fino a raggiungere almeno 31 Stati in tutte e quattro le regioni (Ovest, Midwest, Sud e Nord-Est) degli Stati Uniti continentali. È possibile che la CWD sia presente anche in altri Stati privi di solidi sistemi di sorveglianza degli animali, ma che i casi non siano ancora stati rilevati. Una volta che la CWD si è stabilita in un’area, il rischio può rimanere a lungo nell’ambiente. È probabile che le aree colpite continuino a espandersi.

A livello nazionale, l’incidenza complessiva della CWD nei cervi e negli alci in libertà è relativamente bassa. Tuttavia, in diverse località in cui la malattia si è stabilita, i tassi di infezione possono superare il 10% (1 su 10) e sono stati riportati tassi di infezione localizzati superiori al 25% (1 su 4). I tassi di infezione tra alcuni cervi in cattività possono essere molto più elevati, con un tasso del 79% (quasi 4 su 5) riportato da almeno un allevamento in cattività.

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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