Licenziamenti Gorillas

La startup Gorillas licenzia i suoi dipendenti in italia per scarsi introiti. La compagnia tedesca specializzata nel food delivery, esplosa economicamente parlando durante la pandemia, ha avviato la procedutra di licenzamento per 540 dipendenti, 75 di questi con contratto a tempo indeterminato, tra rider, manager eccetera. La app di Gorillas permetteva di ricevere a casa la spesa, in una decina di minuti.

Da noi era presente da poco più di un anno a Bergamo, Milano, Roma, Torino e Firenze. L’Italia, però, si è rivelato un mercato poco redditizio per la startup tedesca che preferisce concentrarsi su Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Olanda e, naturalmente, la Germania.

Licenziamenti Gorillas: la riapertura ha mandato in crisi il food delivery

Durante la panedmia in tanti ci hanno perso ma c’è anche chi ha guadagnato parecchio. Gli acquisti online hanno avuto un’impennata ma anche la consegna a domicilio del cibo.

In questo scenario è nata la startup Gorillas che in pochissimo tempo ha raccolto oltre 1 miliardo di dollari. Dopo un anno e mezzo la startup valeva più di 3 miliardi. Appena 9 mesi fa, con una nota l’azienda faceva sapere che:

Dalla sua fondazione nel giugno 2020 siamo cresciuti rapidamente fino a gestire oltre 180 magazzini in 9 mercati internazionali, consegnando oltre 4,5 milioni di ordini solo negli ultimi 6 mesi. A seguito di questa rapida crescita internazionale, ora stiamo entrando nella fase successiva del proprio sviluppo, costruendo un’infrastruttura aziendale scalabile e robusta e accelerando la crescita futura. Il capitale raccolto consente a Gorillas di rafforzare la presenza nei mercati esistenti, investendo in modo più mirato in operatività, persone, tecnologia, marketing e infrastrutture finanziarie. Questi investimenti aiuteranno Gorillas a fornire continuamente un’eccellente esperienza per il cliente. Da La Repubblica

Da quel giorno, dove tutto sembrava filare liscio come l’olio, la startup non è riuscita a raccogliere nuovi capitali. A maggio ha suonato il campanello d’allarme con lannuncio di una riduzione del personale.

La compagnia spera in una soluzione che possa ascongiurare i licenziamenti, come l’ngresso di nuovi investitori o magari la cessione d’azienda.

Tuttavia queste sono solo speranze, di concreto non c’è nulla tanto è vero che sono state avviate le procedure previste dalla legge che precedono i licenziamenti.

La fine dell’emergenza ha sicuramente comportato minori introiti per chi opera nel campo del food delivery.

Anche la crisi economica ha avuto il suo peso con gli italiani che spendono meno, anche perchè i costi per le consegne non sono irrisori per quanti non arrvano alla quarta settimana del mese.

Fonte La Repubblica

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.