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È allarme per alcuni messaggi comparsi su Facebook. C’è un uomo che si dice disposto a pagare fino a 10.000 pesos argentini a settimana per bere latte materno dal seno. La notizia arriva da General Roca, zona Huergo, Rio Negro e pare trattarsi in tutto e per tutto di un caso di lactofilia, altrimenti detto “feticismo del latte“. È ciò che in ambiti come la psichiatria e la sessuologia è definita parafilia. Ci sono donne che, evidentemente bisognose di denaro, hanno chiesto all’uomo, un quarantenne, maggiori informazioni e alcune hanno anche accettato la proposta.

Il soggetto disposto a pagare per bere il latte materno, pretende di farlo direttamente dal seno. Niente tiralatte, dunque, poiché a dire del fetiscista il latte verrebbe contaminato se non bevuto direttamente dalla fonte, ovvero, dalle mammelle. Il caso è stato denunciato dalla Campaña por la Emergencia Nacional en Violencia contra las Mujeres.

Il vampiro bianco assetato di latte materno ha una complice

Il vampiro bianco, così come chiamano questo tipo di feticisti, non agisce da solo. L’uomo ha per complice una donna che si fa passare per infermiera. Il soggetto avrebbe necessità di bere il latte materno per un problema alla stomaco. Sarebbe stato un medico a consigliargli questa cura. È probabile che l’uomo non soffra di problemi stomacali (ma qualche problema ce l’ha di sicuro), di solito questi feticisti adducono scuse circa presunti problemi di salute. I contatti avvengono tramite Facebook. Alla donna che risponde l’annuncio vengono poste domande quali l’età e da quanto tempo allatta.

Dopo il breve questionario si fissa un incontro e non sono poche le donne che hanno accettato di vendere il latte materno, lasciando che il feticista bevesse direttamente dal seno. Una delle donne è scappata dopo che l’uomo voleva farla salire su un furgone. Un’altra ha raccontato di aver preso appuntamento con la presunta infermiera che poi l’ha attesa al luogo fissato per l’incontro. La donna è stata accompagnata dal marito che però è rimasto fuori dalla casa.

La testimone ha raccontato che nella stanza c’era un grande televisore e alcune telecamere. In questo caso la donna ha preteso di estrarre il latte materno con un tiralatte. La coppia ha accettato, consapevole che fuori c’era il marito, poi hanno pagato il dovuto. Successivamente quando la donna ha ricontattato il vampiro bianco, si è accorta di essere stata bloccata su Facebook.

Nessuna indagine in corso

Fonti giudiziali hanno fatto sapere che non ci sono indagini in corso sul caso del vampiro bianco, cosa che invece chiede l’organizzazione Campaña por la Emergencia Nacional en Violencia contra las Mujeres. Se non c’è una denuncia per quello che si configura come un abuso sessuale, la macchina della giustizia non può mettersi in moto, pur facendo presente che la vendita di latte materno è un illecito (e di conseguenza, vitata) che però non rientra nel penale.

Fonte Rionegro

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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