Cammina sei ore nella giungla con il padre in spalla per farlo vaccinare - Notizioso
Attraversa giungla con il padre in spalla per farlo vaccinaare

Ci sono persone che vivono in luoghi remoti dove fare il vaccino covid può essere molto complicato. Ne sa qualcosa Tawy che si è caricato l’anziano padre in spalla e ha camminato per 6 ore attraversando la giungla dell’Amazzonia. Padre e figlio fanno parte del gruppo etnico Zo’é. Meta del lungo e faticoso viaggio è stato un centro vaccinale. Qui il signor Wahu ha ricevuto la sua prima dose di vaccino.

Il figlio si è nuovamente caricato il papà in spalla ed ha fatto ritorno al suo villaggio. La storia è stata resa pubblica su Instagram dal dottor Erik Jennings, specialista in salute indigena.

Tra i membri dell’etnia Zo’é, precisa il dottor Erik Jennings non si sono verificati casi di Covid. Questo popolo vive in un zona densamente boschiva, tra i fiumi Cuminapanema e Erepecuru, al nord di Parà.

La lingua parlata è il tupi-guaranì, anche se da qualche anno i giovani hanno comunciato a parlare il portoghese.

Gli Zo’é sono un’eccezione, il covid ha devastato le tribù dell’Amazzonia

Sebbene non ci siano stati casi di covid tra gli Zo’è, gli altri gruppi etnici dell’Amazzonia non sono stati così fortunati. La morte degli anziani ha significato per questi popoli, perdere la loro cultura. Gli nziani, infatti, erano i custodi delle tradizioni e della storia delle popolzioni indigene.

I “vecchi” erano la vera fonte di conoscenza. Con la loro morte in massa, il danno sotto il profilo culturale oltre che umano è satto immenso.

L’assistenza per i popoli dell’Amazzonia è precaria, si sta assistendo alla scomparsa di intere etnie. Un genocidio e un etnocidio che fa comodo ai predatori che altro non aspettano per saccheggiare le terre dei popoli indigeni.

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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