Aggressione calciatori Crotone: parla Mogos

È stata un’aggressione in piena regola quella subita da alcuni calciatori del Crotone mentre si trovavano in compagnia delle famiglie al luna park. Le giostre sono state allestite in occasione della festa patronale ma secondo qualche tifoso facinoroso, i calciatori del Crotone non avevano il diritto di godersi la serata. I fatti sono accaduti lo scorso martedì, l’episodio è stato stigmatizzato dall’amministrazione comunale e dal club che con una nota ufficiale ha espresso piena solidarietà ai calciatori picchiati:

Il Presidente Gianni Vrenna e tutto il Football Club Crotone, a seguito dell’episodio sgradevole di cui sono state vittime alcuni tesserati nella serata di martedì, esprimono la più ferma condanna verso la violenza in tutte le sue declinazioni e la piena solidarietà verso i ragazzi coinvolti.

Aggressione calciatori del Crotone: prima la provocazione, poi le botte

Stando a quanto ricostruito fino a questo momento, alcuni atleti crotonesi si trovavano presso le giostre installate in paese per i festeggiamenti dedicati alla Madonna di Capocolonna. Qui c’erano alcuni tifosi che li hanno immediatamente riconosciuti.

C’è stato un diverbio, la pretesa dei supporter crotonesi era che i calciatori tornassero a casa. Dopo la retrocessione in Lega Pro, evidentemente, non meritavano qualche ora di svago in compagnia delle famiglie. I calciatori dello FC Crotone hanno reagito agli insulti, a quel punto gli ultras, o presunti tali, hanno sfogato la loto violenza.

La robbia di Vasile Mogos

Tra i calciatori aggrediti del Crotone martedì sera c’era anche il difensore Vasile Mogos. L’atleta non si è nascosto e dal suo profilo Instagram ha ammonito:

Volevo semplicemente dire due parole alle persone che ci hanno aggredito mentre eravamo alle giostre ieri sera: ma voi veramente pensate di essere tifosi? Adesso che è finito il campionato, con la festa in paese, i calciatori e le proprie famiglie debbano stare in casa per fare la vostra felicità? Felicità di cosa e per chi? Quando si retrocede, che vuol dire sofferenza per tutti, si può arrivare ad aggredire fisicamente i calciatori? Si può arrivare ad usare violenza in un posto con bambini e genitori? È così che funziona? Per fortuna questo posto è fatto di belle, bellissime persone, che ho avuto la fortuna di conoscere, persone che non si meritano questo come non lo lo meritiamo noi che siamo come tutti, ma voi, che non so se definire persone, voi mi fate schifo.

Fonte Eurosport

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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