Cosa dire di un branco di delfini che salva un bagnante in ipotermia disperso in mare? Non è la prima volta che sentiamo di salvataggi improbabili da parte di svariate specie animali, ma quello che è accaduto ad un ragazzo irlandese di 24 anni nelle acque gelide della contea di Kerry è quasi incredibile. Quando il salvataggio avviene da parte di animali addestrati per questo scopo è già di per sé emozionante; ma quando succede in natura è ancora più toccante.

Il bagnante in ipotermia

Agosto 2021: Il ragazzo si tuffa in mare per la sua solita nuotata domenicale quando dopo aver percorso più di otto chilometri viene sopraffatto dalla stanchezza. In seguito sopraggiunge al bagnante anche l’ipotermia e così rimane in balia della marea quasi privo di energie.

A dare l’allarme sono alcuni bagnanti insospettiti dai vestiti del nuotatore lasciati sulla spiaggia. Nonostante le frenetiche ricerche dello scomparso nessuna traccia fino a quando la guardia costiera nota un branco di delfini che si comporta in modo anomalo.

Il branco di delfini ed il salvataggio

Questo splendido branco di animali infatti gira energicamente in modo circolare attorno ad un punto preciso. Avvicinandosi con i mezzi di salvataggio la guardia costiera avvista quindi il giovane, lo porta a bordo e lo accompagna in ospedale per accertamenti.

Per lui nessun danno ma solo un forte spavento. Sembra infatti che l’assistenza in alto mare fosse durata per più di 12 ore.

La strategia del branco di delfini

Ma come e perché un branco di delfini salva bagnante in ipotermia? La tattica utilizzata, confermata anche in altri episodi, è quella di circondare e nuotare instancabilmente intorno alle persone in difficoltà. Questo avviene per due semplici motivi.

Il primo è sostenere le persone aiutandole a stare a galla impedendo l’annegamento. Il secondo è difenderle da un eventuale attacco di uno squalo.

Branco di delfini

Cosa dice la scienza

La scienza da tempo cerca di comprendere perché queste stupende creature abbiano un simile atteggiamento così solidale verso gli esseri umani. Anche se ancora non abbiamo una risposta certa, è difficile non stupirsi per comportamenti così empatici e protettivi a volte rari negli esseri umani… purtroppo.

Alcune ipotesi sostengono che il delfino, grazie al suo sonar, riconosca che l’uomo è un vertebrato e un mammifero come lui e da ciò derivi il suo istinto protettivo. Altri studi sottolineano che i delfini siano attratti dalle donne in gravidanza perché sempre grazie al sonar avvertono chiaramente il battito del cuore del feto.

È noto da tempo che i delfini durante il parto abbiano un atteggiamento solidale tra loro, un sostegno tra simili che sembra un parto assistito, cosa molto rara nel mondo animale.

La femmina ha sempre vicino al momento del parto un’altra femmina che appena nato il piccolo ha il compito di portarlo in superficie per farlo respirare e insegnargli tale atto fin da primi momenti di vita.

Il delfino: come è possibile che possa salvare un bagnante in ipotermia?

Come comunica il branco di delfini?

Un’altra caratteristica di questi splendidi esemplari che ci illumina sulla loro straordinaria intelligenza è la comunicazione che usano tra loro, molto simile al linguaggio umano. Infatti come noi, prima ascoltano, poi rispondono.

Alzano il tono se vogliono enfatizzare qualcosa. Hanno una specie di alfabeto che permette loro di dialogare, confrontarsi, relazionarsi sviluppando ulteriormente l’intelligenza. Tuttavia l’interazione uomo-animale deve essere tutelata e regolata.

Alcuni scienziati americani si stanno battendo per regolamentare alcune attività promosse in svariate zone del mondo da compagnie turistiche come quella di nuotare in mare con i delfini.

Il motivo? Sono creature con specifiche esigenze come ad esempio quella di dormire almeno 8 ore al giorno e non devono essere stressati con contatti forzati e rischiosi per il loro benessere psicofisico. La natura non smette mai di stupirci ma abbiamo il dovere di ammirarla e rispettarla come merita.

Di MG

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