Una volta qualcuno di molto importante da qualche parte scrisse: “potete capire gli ideali di un popolo dagli annunci pubblicitari che vedete in giro”.

Questo articolo non intende fare di tutta un’erba un fascio, ne puntare il dito contro un determinato tipo di persone. Vuole piuttosto essere una denuncia sul degrado culturale in cui riversa il nostro paese cercando di definire quelle che potrebbero esserne le cause.

Il messaggio in pubblicità ha il compito e l’obiettivo di interpretare concetti, contenuti e desideri non soltanto attraverso l’uso pratico e tecnico degli strumenti, ma soprattutto per quei valori evocativi ad alto contenuto psicologico ed emozionale che l’uomo si porta dentro.

La pubblicità a livello macro-ambientale e micro-ambientale (quindi nell’uso della tecnica) non tende a vendere il prodotto in sé, ma stili di vita, sogni, ambizioni, personalità.

Da una semplice inquadratura di un Model famoso passano ideali e stereotipi che quel model stesso profetizza nell’ambiente da cui proviene.

La società di oggi riflessa nel Cinema

Parliamo dell’attuale società prendendo come punto di riferimento un Film del reportorio tutto italiano scritto da Pietrangeli ed Ettore Scola. Si tratta di “Io La Conoscevo Bene”.

Attraverso gli occhi di Adriana, questo film costruisce e decostruisce il mito del cinema e ci si domanda se quel ritratto dell’epoca anni ‘60, così come con “La Dolce Vita” sia cambiato poi molto.

Adriana è una giovane aspirante attrice che prova ad affermarsi nella Roma cinematografica degli anni ’60. La sua bellezza e la sua disponibilità la fa incappare in una serie di avventure con amanti occasionali. Il mondo del cinema e i suoi ambigui personaggi si prendono gioco di lei e presto si accorgerà, nella solitudine del suo appartamento, della sua irrimediabile sconfitta, che sfocerà come si vede in un tragico finale.

Questo film è anche un atto d’accusa esplicito alle miriadi di persone che si dibattono nel “sottobosco” del cinema per sbarcare il lunario utilizzando l’ingenuità e il desiderio d ‘emergere di una miriade di ragazzine e ragazzini aspiranti attrici e attori.

Las teatralizzazione della Vita.

Il messaggio Pubblicitario attiva pertanto un processo di attualizzazione continua: esprime la creatività “nell’opera d’arte” in quel momento e, propone immagini e simboli come storia, con le sue radici nella cultura dell’uomo.

Si tratta a tutti gli effetti, della teatralizzazione della vita dell’uomo in un contesto altrettanto teatrale. Guardando oltre quelle che sono le basi del semplice sogno di bambina, si può ricollocare questo fenomeno a quanto diceva Pirandello nel suo saggio dell’Umorismo?

Possiamo quindi catalogare le over 40 che oggi si dilettano ad apparire sui Social sfociando spesso nel ridicolo a quanto di caro stava a Pirandello con l’Ipotesi del “sentimento del Contrario”?

Come per Pirandello il compito Dell’Umorismo è in sintesi, quello di ricercare la cause vere di ogni comportamento al di là delle finzioni sociali e di qualsiasi maschera che ciascuno di noi si impone per sostenere un ruolo in carenza con le proprie caratteristiche personali, ebbene noi crediamo fermamente che oggi la maggior parte delle persone si esponga al pubblico al fine di soccombere a qualcosa di profondamente mancante nelle loro vite.

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