Il Bio Tronco Biot

José Alberto Aramberri ha dedicato la sua vita alla cura degli animali, è stato un veterinario. Giunto il momento di andare in pensiore, questo signore argentino non se n’è stato con le mani in mano e ha avuto un’idea geniale che prende il nome di BIOT, altrimenti detto Bio Tronco. Di cosa si tratta: fondamentalmente di un combustibile che può rimpiazzare egregiamente legna e carbone.

Dove sta la novità? Domanda lecita, dopotutto di combustibili ce ne sono tanti. Il Bio Tronco è realizzto dagli scarti di mele e pere. In partcolare il signor José Alberto Aramberri, Vasco per gli amici, utilizza gli scarti derivanti dalla produzione del succo di frutta.

Bio Tronco: del succo alla legna da ardere

L’inventore del BIOT ha scoperto che una volta che la frutta viene pressata per estrarne il succo, ciò che resta, ovvero polpa e buccia, se essiccato diventa un ottimo combustibile che può sostituirsi alla legna da ardere.

La cosa più interessante è che tra il Bio Tronco e la legna da ardere non c’è alcuna differenza in termi di chilocalorie. Nel caso del BIOT sono di 4254, come confermano i test eseguiti.

Un’altro vantaggio, oltre naturalmente a quello di riutilizzare gli scarti della frutta che altrmenti andrebbero smaltiti come rifiuti, per quanto organici, sono i tempi di produzione.

Come si sa, la legna per raggiungere un livello di umidità del 15% richiede un tempo che va dai 12 ai 36 mesi. Nel caso del BIOT, invece, sono sufficienti 5 giorni d’attesa per l’adeguata stagionatura. Non è finita poiché il processo di produzione del Bio Tronco è semplicissimo.

Fonte Todo Noticias

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

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