Arrestato il vicesindaco di Terracina, Pierpaolo Marcuzzi - Notizioso
Manette al vicesindaco di Terracina Pierpaolo Marcuzzi

Terremoto politico a Terracina dove è stato arrestato il vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi. Le accuse a carico dell’esponente locle di Fratelli d’Itlia sono di falso ideologico, turbatva d’asta e tentata truffa aggravata. Oltre al vicesindaco di Terracina è stato arrestato anche il giostraio Emiliano Suffer che dalle intercettzioni in possesso degli inuirenti pare facesse il bello e il cattivo tempo a Terracina, arrivado a minacciare i vertici della policia locale, quando non conniventi.

Secondo la Procura della Repubblica di Latina, parte della campagna elettorale sarebbe stata impostata su un sistema di favori in cambio di voti. In particolare, il vicesindaco Pierpaolo Marcuzzi avrebbe fatto promesse su condoni edilizi.

Il quadro accusatorio, tuttavia, è ben più ampio. L’esponente terracinese di FdI avrebbe agito con spavalderia e senso d’inpunità intrattenendo discutibili rapporti con la famiglia di giostrai che ha a capo l’altro arrestato, Emilino Suffer.

Un uomo, il Suffer, che agiva con il piglio del boss, convinto di essere lui il padrone della città e di tenere in mano tutta la giunta comunale, considerata uno strumento nelle sue mani.

Arresti domiciliari per il vicesindaco di Terracina, Pierpaolo Marcuzzi e il giostraio Emiliano Suffer

L’inchiesta della Procura di Latina portata avanti dal procuratore aggiunto Carlo Speranza e il sostituto Antonio Sgarella, è culminata con la richiesta d’arresto per l’esponente di Fratelli d’Italia e di Emiliano Suffer.

La richiesta è stata accolta dal gip Giuseppe Cairo che ha disposto i domiciliari per i due uomini. I reati contestati al vicesindaco di Terracina sono di Turbativa d’asta, falso ideologico e tentta truffa aggravata. Emiliano Suffer, invece, deve difendersi dalle accuse di tentata estorsione aggravata e istigazione alla corruzione.

L’indagine è durta due anni

Dopo due anni di attività investigativa portata avanti dai carabinieri e dalla guardia costiera, questa mattina c’è stato il blitz che ha portato all’arresto di Marcuzzi e Suffer. Altre 20 persone risultano indagate.

L’inchiesta è partita dall’occupazione abusiva del demanio marittimo del luna park Suffer. Questa è stata la prima scossa di quello che poi è diventato un autentico sciame sismico. Un terremoto tale da far tremare gli ambienti politici locali, fino alla spregiudicata gestione della campgna elettorale culminata nell’elezione a sindaco di Roberta Tintari.

I rapporti privilegiti dei giostrai Suffer con la politica locale

Il quadro emerso dall’inchiesta della Procura di Latina è quella di rapporti privilegiati e al tempo stesso intmidatori tra la famiglia Suffer e esponenti dell’amministrazione comunale di Terracina.

Emiliano Suffer è stato intercettato al telefono con Gianni Percoro, presidente del consiglio comunle di Terracina. Suffer si lamentava per la mancata concessione di alcuni permessi:

Viè n’attimo qua, viè n’attimo qua che qua succede un guaio oggi te lo dico…nun me va de fa casini però me devono fa lavorà…allora se vieni qua mi devono risolvere la pratica tu sei l’assessore nostro e devi sta qua… se no dimme che devo fa io, acchiappo e li butto giù dalla finestra e ci metto 5 minuti eh.

La sindca Roberta Tintari sarebbe stata a conoscenza delle pressioni di Emiliano Suffer. La prima cittadina intercettatta al telefono con Gianni Percoro dice che avrebbe potuto chiamarla. Il presidente del consiglio comunale risponde:

Chiami, che chiamo Robè? Te metti pure tu a metterti in porto…ma statte ferma…speriamo che non me danno fuoco alla barca, che cazzo devi fa? Ah… che cazzo di guaio.

L’uomo poi se la prende con l’ex comandante della Guardia Costiera, Emilia Danaro:

Tu non ce lo puoi dire una volta che hanno montato che devono fa questo e questo.

Il sistema Pierpaolo Marcuzzi

Da quanto si evince nell’ordinnza di custodia cautelare a carico del vicesindaco di Terracina, esisteva un vero e proprio sistema di appalti e favori. Scrive il gip:

Il Marcuzzi ha il totale controllo di ogni ufficio comunale che riesce a gestire in modo illecito per i propri interessi”. Si configura uno scenario di promessa di utilità varie in cambio di voto. Il Marcuzzi nel 2020 appunto prometteva a terzi elettori direttamente e tramite interposta persona utilità consistenti in servizi e autorizzazioni amministrative del suo assessorato.

Appare evidente che i due arresti di questa mattina sono soltanto la punta di un iceberg che si sta sciogliendo. Le indagini proseguono e gli ambienti politici di Terracina tremano.

Di Vincenzo Borriello

Direttore responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *